CoesivaLUMSA
Una conversazione per cominciare, da Palermo

Coesiva × LUMSA

24 luglio 2026
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Dalle nostre conversazioni, un'esigenza chiara

L'esigenza, come l'abbiamo capita
Costruire un sistema narrativo che metta al centro l'impatto sociale e territoriale dell'ateneo, con un registro misurato ma distintivo. Restando nella mappa cattolica "radicata al reale", lontani dal posizionamento premium di altre private.

La conversazione del 23 luglio ha precisato la finalità: per LUMSA il marketing è servizio, creare impatto nella vita delle persone, sul territorio, nel contesto universitario, fino a far crescere la cultura di tutti. L'occasione che rende tutto concreto è l'apertura del campus di Palermo: i primi spazi previsti già in questa estate, il completamento atteso nel 2028. Questo documento cala l'intera lettura su quel momento.

Da qui partono le pagine che seguono.
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Partire da ciò che LUMSA ha già scritto

"Esaltare la qualità dell'Ateneo con interviste ad alumni di alto profilo"
Piano triennale di sviluppo 2022-2025, capitolo 7

Eravamo arrivati alla conversazione con due domande:

Qualità

Quale, esattamente? Quella certificata dalle classifiche (dove già LUMSA è forte) o quella che, da un primissimo sguardo, ci sembra che l'ateneo agisca ogni giorno (l'accompagnamento, l'inclusione, il servizio) ma che finora ha avuto meno spazio nel racconto?

Alto profilo

Misurato come posizione raggiunta (il manager di successo) o come distanza percorsa, cioè quanto spazio c'è tra il punto da cui una persona è partita e il punto in cui è oggi? Con questo secondo criterio, il piano che LUMSA ha già approvato autorizza pienamente questa lettura.

La conversazione ha tenuto insieme le due letture: alumni celebri e alumni "in servizio". Palermo è il punto dove questa qualità diventa visibile alla città.
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Da una parola, quattro aree di lavoro

Una parola che ci è arrivata dalla prima conversazione è "umiltà". Dietro quella parola vediamo quattro territori operativi, qui riletti attraverso la conversazione del 23 luglio e l'apertura di Palermo.

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Il tono di voce

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I contenuti: dal dichiarare al provare

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Le PR e i "narratori terzi"

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La testimonianza

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1 · Il tono di voce

La nostra lettura

Un registro misurato e anti-retorico in LUMSA esiste già, in luoghi precisi: il Bilancio di Sostenibilità sceglie la trasparenza anche dove sarebbe facile non farlo (raro nel genere). La pagina dei valori dice "ogni studente conta, con la sua storia e la sua unicità"; nei canali non abbiamo trovato claim e approccio "pubblicitario".

Il registro misurato è una scelta precisa. Il lavoro ora è dargli una grammatica per raccontare l'apertura di Palermo.
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2 · I contenuti: dal dichiarare al provare

La nostra lettura

Il valore agito è documentato — la Scuola EIS coordina il rinnovamento del Patto Educativo Globale, 305 studenti fragili seguiti dal Servizio di Inclusione, il progetto cui LUMSA partecipa per formare e qualificare 214 donne, la radice del 1939: un'università nata per le donne (oggi il 71% degli iscritti è studentessa). La conversazione ha fatto emergere prove che non avevamo trovato: LUMSA Art Factory, e il progetto che compensa la CO2 delle campagne pubblicitarie piantando ulivi e creando lavoro per chi ne ha bisogno. Nei canali, su 30 notizie recenti una sola ha per protagonista una persona: il racconto per storie richiede una rinnovata riflessione.

È possibile indagare il perimetro per inserirle in maniera misurata nell'inaugurazione di Palermo?
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3 · Le PR e i "narratori terzi"

La nostra lettura

Quando LUMSA si valorizza, lascia parlare i terzi — ed è un meccanismo coerente con l'identità. Ma i terzi che oggi parlano sono certificatori (Censis, AlmaLaurea, ANVUR): misurano, non raccontano. Il caso Palermo è esemplare: la parola "restituire" l'hanno usata l'assessore regionale e la stampa locale; nei documenti dell'ateneo che abbiamo letto compare invece "rifunzionalizzazione". Un narratore terzo, intanto, esiste già in casa: il canale TikTok nato dal laboratorio di comunicazione, gestito dagli studenti, autonomi nella linea editoriale.

Chi racconterà le inaugurazioni di Palermo? Come accompagnare quel racconto verso la città e la comunità, insieme alle funzioni che già presidiano i media, è uno dei primi cantieri da aprire.
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4 · La testimonianza

La nostra lettura

È il punto dove le aree si agganciano al Piano triennale di sviluppo: gli alumni come voce dell'ateneo. Non testimonial da copertina: persone la cui traiettoria — la distanza percorsa — è essa stessa la prova del valore. La rosa è più ricca di quanto immaginassimo: alumni celebri (amministratori delegati, volti del giornalismo) e alumni "in servizio", insegnanti in contesti difficili, manager che tornano alle aziende di famiglia.

Dalla conversazione è emerso anche il vincolo vero: dare visibilità ai singoli senza trascurare la comunità. È il nodo da cui nasce lo stimolo che proponiamo più avanti, e da cui scegliere le prime voci con cui raccontare Palermo.
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Tre evidenze che sentiamo prossime a LUMSA

A corredo della lettura, tre evidenze dalle nostre analisi sul contesto universitario italiano (in appendice gli approfondimenti):

La mappa

A parità di titoli di studio, esistono cinque segmenti di università in Italia: statali (79% degli iscritti), statali speciali, non statali tradizionali (~21 atenei tra cui Bocconi, Cattolica, LUISS e LUMSA), telematiche (15% e in crescita, spesso fondi di investimento dietro), ibride. Fuori mappa le pontificie: titoli di altro ordinamento. LUMSA è cattolica ma con titoli pienamente italiani.

Da dove nasce la voce

Confindustria dietro LUISS parla di leadership; i fondi dietro le telematiche parlano di accessibilità e volume. LUMSA vive per l'84% delle rette di famiglie che la scelgono, ed è nata per una missione di servizio: una coerenza rara, che rende l'attrattività un asset strategico. (Il primato Censis 2026/27 resta una prova di serietà, che dà forza al racconto quando lo sostiene da vicino.)

Il momento

Iscritti totali in Italia al massimo storico (+2M) ma immatricolazioni in calo per la prima volta dal Covid (-3%); le telematiche crescono a volume. Ciò che una telematica non può replicare (relazione, comunità, vite accompagnate) è esattamente il capitale oggi non raccontato. L'inaugurazione progressiva a Palermo offre la data di inizio naturale.

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I punti che apriremo insieme

I punti da aprire adesso: i primi cantieri del percorso.

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Indagare i confini dello stile "umile". LUMSA non si racconta per storie e per claim, e il registro misurato è una scelta: l'apertura del nuovo Campus è l'occasione per esplorare nuovi confini, rispettosi della volontà di conservare un tono misurato.

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Misurare la percezione. Come famiglie e studenti distinguono LUMSA dalla Cattolica e dalle pontificie è una domanda ancora aperta: va verificata con dati, dentro l'audit.

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Agganciare il nuovo ciclo di pianificazione. Il nuovo ciclo offre l'occasione naturale per aggiornare la linea di comunicazione insieme al racconto di Palermo, con le funzioni che la presidiano.

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Obiettivo, aree di lavoro, il servizio come finalità, Palermo come momento zero: il brief c'è. Le pagine che seguono lo trasformano in un percorso.

"Non esiste marketing esterno credibile senza un marketing interno solido"
Livio La Mattina, "Marketing interno: le relazioni come asset strategico", LinkedIn, gennaio 2026
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Un patrimonio che non chiede clamore

La nostra lettura, dopo la conversazione

Attorno a LUMSA esiste un patrimonio di iniziative che creano impatto reale: l'Art Factory, gli ulivi che compensano le campagne, gli insegnanti nei contesti difficili. Quasi nulla di tutto questo oggi diventa racconto. E la narrazione ordinaria dell'ateneo, per come la osserviamo, ha un perimetro che funziona: un registro sobrio, identitario, che questo lavoro rispetta. Dai canali si vede che LUMSA sa già dare vita a formati con una propria identità editoriale: il canale TikTok nato dal laboratorio di comunicazione, gestito dagli studenti, lo dimostra.

Come dare una casa a queste storie, in armonia con la narrazione istituzionale e al suo servizio?
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Uno stimolo nato dalla conversazione

Dare nome e forma al racconto, non all'ateneo

Titolo di lavoro da definire insieme: qui vale la direzione, non ancora la parola

Le storie di cui parliamo non sono di LUMSA: sono delle persone che le hanno vissute e dei luoghi in cui sono accadute. L'ateneo le ha rese possibili, che è un ruolo diverso dall'esserne protagonista. L'idea è dare vita a uno spazio editoriale con un nome proprio e canali propri, promosso da LUMSA, non intestato a LUMSA, con una firma dichiarata e sobria. Non è un modo per dire meno di sé, ma un modo per dire il vero: qui l'umiltà non è rinuncia comunicativa, è precisione. Il primo capitolo si scrive da sé, ed è Palermo: non l'inaugurazione di un campus, ma il racconto di che cosa accade a un quartiere e alle persone di una città quando qualcuno decide di credere, investire e costruire un impatto su quel luogo.

Due regole, un primo assaggio di "identità editoriale"
La voce

Dentro il progetto, LUMSA non parla mai in prima persona: parla chi ha vissuto, chi ha visto, chi ha ospitato. L'ateneo compare dove compare un promotore, senza aggettivi.

La selezione

Non tutte le storie entrano: entrano quelle in cui qualcuno ha coperto una distanza. È il criterio che il Piano triennale già autorizza, e che tiene il progetto dalla parte dei casi di valore da cui tutti possono imparare, prima che delle vetrine dell'ateneo.

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Uno stimolo nato dalla conversazione

Un contenitore, molte forme

Se ne può aprire una alla volta, se ne possono ideare infinite.

Un archivio. Documentare ciò che accade mentre accade: le aperture, il quartiere, le persone. La forma meno esposta, e la più urgente.

Un racconto pubblicato. Storie, ritratti, formati brevi, sul web e non solo.

Un luogo con un palinsesto. Biblioteca e aula magna sono pubbliche per convenzione con il Comune: ospitare la città è la forma più naturale della regola sulla voce.

Dei narratori terzi. Giornalisti, istituzioni, comunità: il progetto dà loro qualcosa a cui appoggiarsi.

Delle testimonianze. Gli alumni, secondo il criterio della distanza percorsa.

Un premio. Assegnato a qualcuno che con LUMSA non c'entra: chi premia loda gli altri, e non può vantarsi.

Un incontro pubblico. Non un convegno d'ateneo, ma un appuntamento in cui la città parla dentro gli spazi che ha in uso.

Un'alleanza. Con un editore, una testata, un festival: il marchio forte in copertina è il loro.

Un'idea volutamente ancora aperta, nata dalla generosità dello scambio del 23 luglio. Sta fuori dal perimetro economico che segue: definirla, insieme alle funzioni interne interessate, è la prima cosa su cui lavorare. L'apertura di Palermo ne offrirebbe il primo capitolo naturale.
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Una prima proposta di lavoro

Gli output del percorso
Output 1Audit della comunicazione esterna dell'Ateneo
Output 2Piano di Comunicazione Strategica pluriennale
Output 3Piano operativo / Piattaforma di comunicazione: tono di voce, architettura dei messaggi chiave, policy editoriali
In aggiuntaAttivabile in base alle esigenze: supporto operativo per campagne e bisogni specifici, a partire dal racconto delle aperture del campus di Palermo.
Primo affiancamento strategico · € 15.000
Un percorso di avvio agile, con output definiti, concentrato su questa fase: l'apertura di Palermo.
€ 6.000

Audit e Piano di Comunicazione Strategica

Analisi della comunicazione dell'Ateneo (canali, contenuti, registro) letta accanto all'ambizione: mettere al centro l'impatto sociale e territoriale con un registro misurato. Ne deriva il Piano di Comunicazione Strategica pluriennale: posizionamento narrativo, priorità, pubblici, con l'apertura del campus di Palermo come momento zero.

€ 4.500
≈ 60h × 75€/h

Piano operativo / Piattaforma di comunicazione

La grammatica che rende il piano applicabile da chiunque comunichi per l'Ateneo: tono di voce, architettura dei messaggi chiave, policy editoriali per canale e pubblico, costruite insieme alle funzioni che presidiano i canali. Pronta per la stagione delle inaugurazioni.

€ 4.500
≈ 70h × 65€/h · valore indicativo del modulo, attivabile in base alle esigenze (da quotare ad hoc)

Supporto operativo campagne e bisogni specifici

Affiancamento nella gestione di campagne e di esigenze specifiche, a partire dal racconto delle aperture del campus di Palermo, con il team multidisciplinare Coesiva.

A seguito di un primo percorso, al contempo strategico e operativo, si valuterà modalità e approccio per un affiancamento più continuativo e stabile nel tempo — in ogni caso adeguandosi al fabbisogno reale dell'Ateneo.

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Le organizzazioni che ci hanno scelto

Lavoriamo da anni accanto a organizzazioni articolate, con più funzioni, territori e livelli decisionali.

CNA
EPASA-ITACO
EBNA
Regione Emilia-Romagna
UNIMORE
Generali
Conad
Tper
BCC Emil Banca
Avvera Gruppo Credem
IGD
ART-ER
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coesiva.com
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Appendice

Il dettaglio della pre-analisi, con le fonti citate.
Da leggere con calma.

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Appendice A

Le università italiane, a parità di titolo

SegmentoQuantiIscrittiChi li finanzia, tendenzialmenteEsempi
Statali61 atenei1,61 mln (78,6%)Fondo di Finanziamento Ordinario statale (9,4 miliardi €/anno) + tasse calmierate per legge (≤20% del fondo ricevuto)Sapienza, Bologna
Statali a ordinamento speciale9 istitutipoche migliaiaFondo statale dedicato + fondi di ricerca; allievi per concorso, quasi a costo zeroNormale, Sant'Anna
Non statali "tradizionali"~21 atenei130 mila (6,4%)Rette + ente fondatore alle spalle + contributo statale (78 milioni €/anno per l'intero segmento)Bocconi, Cattolica, LUISS — e LUMSA
Telematiche11 atenei308 mila (15%)Rette a volume + capitale dei gruppi proprietari, in più casi fondi di investimentoPegaso, eCampus
Ibride3Province e Regioni autonomeBolzano, Trento
Fuori dalla mappa: le pontificie (Gregoriana, Lateranense, Salesiana…) — ordinamento della Santa Sede, titoli riconosciuti solo con procedure dedicate. Non competono sulle lauree civili, ma alimentano un possibile equivoco percettivo su "università cattolica a Roma".
Dove sta LUMSA. Non statale tradizionale, sotto-famiglia cattolica: con la Cattolica, uno dei due atenei cattolici "civili" storici. Cattolica, ma con titoli pienamente italiani. Censis 2026/2027 (14 luglio 2026): prima tra i non statali medi, 89,2 punti, davanti a IULM (83,8).
Fonti: MUR · ANVUR, Rapporto 2026 · Censis, ed. 2026/2027 · L. 243/1991 e DM 1799/2024.
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Appendice B

Chi finanzia gli atenei, e come si riflette nella comunicazione

I meccanismi. Le statali vivono del Fondo di Finanziamento Ordinario (9,4 miliardi nel 2025), con tasse per legge sotto il 20% del fondo. Le non statali ricevono un contributo statale complessivo di circa 78 milioni l'anno (legge 243/1991) — un rapporto di circa 120:1. Il segmento non statale vive quindi di due cose: le rette e ciò che ha alle spalle.
Che cosa hanno alle spalle, i comparabili. Università Cattolica — l'Istituto Toniolo (e il 37% del contributo statale al segmento: 28,9 milioni nel 2024) · Bocconi — fondazione con patrimonio proprio · LUISS — Confindustria · Vita-Salute San Raffaele — Gruppo San Donato · le principali telematiche — gruppi a controllo finanziario (Multiversity, controllata dal fondo CVC).
Un'osservazione ricorrente, tra i comparabili. La fonte di sostentamento tende a riflettersi nel registro: dietro Confindustria, il linguaggio della leadership ("ispirare una nuova generazione di leader"); dietro i fondi di investimento, accessibilità e volume; dietro un gruppo sanitario, la scienza ("L'Università della Scienza per l'Uomo").
Il caso LUMSA (conto economico 2024, pubblico). Proventi operativi 51,1 milioni, di cui 42,8 dalle rette (circa l'84%); contributi ministeriali 4,6 milioni. La lettura che ne proponiamo: l'ateneo si sostiene grazie alle famiglie che lo scelgono — l'attrattività è la variabile centrale del modello e la comunicazione una leva strutturale, non cosmetica. Una coerenza rara: una comunità che sceglie, non un ranking che impone.
Fonti: MUR, news FFO 2025 · DPR 306/1997, art. 5 · L. 243/1991, DM 1799/2024 (Tabella 1) · bilanci e siti istituzionali degli atenei citati · LUMSA, Conto economico 2024 · CVC Capital Partners, comunicati 2019-2024.
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Appendice C

Il momento: il sistema, e Palermo

Il sistema. Iscritti totali al massimo storico (2.050.112 nell'a.a. 2024/25), ma il 64% della crescita dell'ultimo quinquennio è delle sole telematiche (dal 6,8% al 15%); le immatricolazioni calano del 3,3% nel 2025/26, primo calo dal Covid, con proiezioni demografiche a circa -21% al 2041. Per la Generazione Z la ricerca passa dai social: 67% Instagram, 62% TikTok. In sintesi: serbatoio pieno, rubinetto che si stringe, e la parte che cresce compete su prezzo e volume — ciò che non può replicare (relazione, comunità, accompagnamento) è il capitale naturale di un ateneo come LUMSA.
Palermo: i fatti. Ex stazione Lolli: circa 14.700 mq acquistati da RFI, integrati con la sede storica di via Parlatore. Aula magna da 250 posti nell'ex torneria, biblioteca da 20.000 volumi nell'ex sala locomotive, sei aule, cappella con vetrate artistiche, caffetteria, circa 7.000 mq di verde ("parco dei binari") con la ricucitura pedonale su un'area chiusa da cinquant'anni. Oltre 10 milioni, interamente dell'ateneo. Biblioteca e aula magna a uso pubblico, per convenzione con il Comune di Palermo.
La cronologia. Progetto d'interesse regionale (2021-22) · ritrovamenti archeologici che saranno esposti nel campus · primo stralcio previsto in chiusura nell'estate 2026 (apertura dei primi spazi comuni) · completamento previsto nel 2028.
Un dato spesso dimenticato. LUMSA è a Palermo dal 1984 (Scuola "Santa Silvia") e nella sede attuale dal 1999 — anch'essa, allora, un recupero. Il campus non è un ingresso in città: è un radicamento che diventa visibile. La stampa economica ne parla come perno di un "miglio della cultura" tra il Politeama e i Cantieri culturali alla Zisa (definizione del prorettore Frezza).
Fonti: ANVUR, Rapporto 2026 · MUR/Istat · Il Sole 24 Ore (2022, 31/3/2025) · Balarm (2021, 6/12/2025) · Regione Siciliana (6/12/2021) · Mobilita Palermo (23/1/2025) · ricerche su comportamenti di ricerca Gen Z, 2025.
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